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  • Note sugli LLM 2.0
    m1t0 · 10 agosto 2026

    Premessa doverosa: non sono un tecnico, non ho una laurea in informatica e non sono un programmatore, nella vita faccio tutt'altro. Sono semplicemente un appassionato che ha voluto approfondire un po' il funzionamento degli LLM, e queste sono le note che mi sono scritto per fissare quello che ho capito durante lo studio. Riguardano esclusivamente la fase di inferenza, cioè cosa succede quando scriviamo un prompt e il modello genera una risposta. La fase di addestramento non viene trattata. Il documento è volutamente semplificato e alcuni concetti fondamentali come Residual Connection, Layer Normalization, Positional Encoding (RoPE), Multi-Head Attention e la distinzione tra prefill e decode vengono trattati in modo introduttivo e conto di approfondirli ulteriormente nelle prossime versioni. Se trovate errori, imprecisioni o semplificazioni eccessive, segnalatemeli pure nei commenti.

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  • Note sugli LLM: cosa succede quando scriviamo un prompt
    m1t0 · 7 agosto 2026

    Premessa doverosa: non sono un tecnico, non ho una laurea in informatica e non sono un programmatore, nella vita faccio tutt'altro. Sono semplicemente un appassionato che ha voluto approfondire un po' il funzionamento degli LLM, e queste sono le note che mi sono scritto per fissare quello che ho capito durante lo studio. Riguardano esclusivamente la fase di inferenza, cioè cosa succede quando scriviamo un prompt e il modello genera una risposta. La fase di addestramento non viene trattata. Il documento è volutamente semplificato e, al momento, non tratta ancora alcuni concetti fondamentali come Residual Connection, Layer Normalization, Positional Encoding (RoPE), Multi-Head Attention e la distinzione tra prefill e decode, che conto di aggiungere nelle prossime versioni. Se trovate errori, imprecisioni o semplificazioni eccessive, segnalatemeli pure nei commenti.

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  • Europa e sfide future
    m1t0 · 18 giugno 2026

    Negli ultimi anni ho iniziato a guardare l’Europa con una preoccupazione crescente. Prima pensavo soprattutto al piano militare: per decenni ci siamo abituati alla protezione americana, quasi come se la sicurezza fosse un servizio garantito da altri. Dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni con l’Iran, mi sembra sempre più evidente che questo lungo sonno europeo — durato quasi ottant’anni — ci abbia tolto peso politico, autonomia strategica e capacità di incidere davvero sugli equilibri mondiali. Ma oggi mi rendo conto che forse il problema militare non è nemmeno il più grave. La nuova frontiera del potere non è fatta solo di eserciti, portaerei e missili: è fatta di intelligenza artificiale, potenza di calcolo, dati, semiconduttori, cloud e infrastrutture digitali. E su questo terreno l’Europa appare ancora più fragile. Non è che in Europa non esista nulla.

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